Consulta OnLine
Un progetto editoriale pionieristico
di Lara Trucco
Nel 1995 Internet era ancora uno strumento largamente sconosciuto al mondo universitario italiano. La consultazione della dottrina giuridica avveniva quasi esclusivamente attraverso riviste cartacee, biblioteche specialistiche e banche dati a pagamento, mentre la pubblicazione online di contributi scientifici costituiva un’esperienza pressoché inesistente nel panorama del diritto costituzionale. In questo contesto nacque la rivista Consulta OnLine che rappresentò, quindi, la prima rivista telematica di diritto costituzionale in Italia, anticipando di alcuni anni la stagione di digitalizzazione che avrebbe poi coinvolto l’intero panorama delle pubblicazioni giuridiche italiane.
In un’epoca in cui l’accesso alla dottrina costituzionalistica era ancora fortemente mediato da canali editoriali tradizionali – abbonamenti onerosi, distribuzione limitata, tempi di pubblicazione dilatati – la scelta di rendere immediatamente e gratuitamente disponibile in rete ogni contributo costituiva una scelta editoriale audace, che anticipava di fatto i principi dell’open access prima ancora che questa espressione entrasse nel vocabolario dell’editoria scientifica italiana.
Consulta OnLine sarebbe nata proprio da questa idea della conoscenza come bene da condividere. Per Lui la diffusione gratuita e ampia della cultura giuridica costituiva una forma concreta di responsabilità scientifica e civile, coerente con quella funzione pubblica del sapere accademico che Costantino Mortati e la migliore tradizione costituzionalistica italiana avevano sempre rivendicato come compito irrinunciabile del giurista.
Consulta OnLine non rappresentò soltanto un nuovo canale di pubblicazione, ma anche un diverso modello di comunicazione scientifica. La tempestività dei commenti alle decisioni della Corte costituzionale, la possibilità di aggiornare continuamente i contenuti e l’accessibilità gratuita consentirono di instaurare un dialogo tra studiosi molto più rapido rispetto ai tempi dell’editoria tradizionale. La sintesi più autentica della Sua concezione della scienza giuridica: una comunità costruita sul dialogo, sulla libera circolazione del sapere e sulla valorizzazione degli altri. Persino l’attività di linking verso le altre Riviste, alla quale teneva profondamente, rifletteva questa Sua visione della comunità scientifica come spazio di condivisione e reciproca valorizzazione. Non desiderava accentrare il sapere attorno a sé, ma creare collegamenti, mettere in relazione esperienze diverse, dare spazio e riconoscimento al lavoro altrui prima ancora che al proprio. Questa impostazione si tradusse concretamente in una rete di rimandi e segnalazioni verso altre riviste telematiche di diritto pubblico e costituzionale che negli anni successivi avrebbero fiorito – da Federalismi.it a Diritto e Società, da Rivista AIC a Osservatorio Costituzionale – contribuendo a costruire, prima ancora che la tecnologia lo rendesse una prassi diffusa, un ecosistema informativo condiviso e non competitivo.
Ha scritto moltissimo, ma soprattutto ha scritto per gli altri: per aiutare a comprendere, per formare, per rendere il diritto costituzionale uno spazio di confronto libero e rigoroso. I suoi contributi su Consulta OnLine – note a sentenza, commenti tempestivi alle pronunce della Corte costituzionale, approfondimenti dottrinali – si distinguevano per la capacità di coniugare rigore scientifico e immediata fruibilità, in linea con la funzione che Egli attribuiva alla rivista: non un luogo di autoreferenzialità accademica, ma uno strumento di servizio per operatori del diritto, studenti e cittadini interessati alla vita costituzionale del Paese.
È proprio qui che si coglie uno dei tratti più profondi del suo magistero: nella capacità di unire, senza mai separarle, intelligenza scientifica e generosità umana. Come ha osservato la letteratura sulla storia dell’editoria giuridica telematica italiana, le riviste pionieristiche degli anni Novanta si caratterizzarono proprio per questa tensione tra rigore accademico e vocazione divulgativa, superando la tradizionale separazione tra dottrina “alta” e informazione giuridica di base (cfr. sul tema G. Ziccardi, Informatica giuridica, Giuffrè, e i contributi raccolti negli Annali di storia delle università italiane sulla digitalizzazione della ricerca giuridica).
Non sorprende, allora, che le Note di presentazione delle Annate di Consulta OnLine si chiudessero spesso rinnovando «la soddisfazione per un impegno che ha richiesto tempo, energie e dedizione, animata da spirito di servizio verso la Comunità scientifica, con l’obiettivo di promuovere una più ampia diffusione della cultura giuridica», ed esprimendo al tempo stesso «un sentito ringraziamento a tutti coloro che ci seguono, la cui partecipazione ripaga nel migliore dei modi il nostro impegno, incoraggiandoci a proseguire nel lavoro» (cfr. Note di presentazione, Annate Consulta OnLine, consultabili su giurcost.org).
A distanza di quasi trent’anni dalla sua fondazione, Consulta OnLine continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento della dottrina costituzionalistica italiana. La classificazione in Classe A da parte dell’ANVUR conferma come una scelta editoriale nata in anticipo sui tempi abbia saputo coniugare innovazione tecnologica e qualità scientifica, mantenendo inalterata la vocazione originaria al libero accesso al sapere. Se oggi l’accesso aperto alla dottrina costituzionalistica appare un dato acquisito, è anche perché, quando questa prospettiva sembrava ancora prematura, vi furono studiosi che ne colsero per tempo le potenzialità culturali prima ancora che tecnologiche. Consulta OnLine rappresenta una delle testimonianze più significative di quella stagione pionieristica.